giovedì 28 febbraio 2019

Cuba: le contraddizioni viste da Flavio Bacchetta Fotografo e story-writer indipendente

Stato e privato competono per ritagliarsi un ruolo in un’economia di mercato subentrata prepotentemente al socialismo reale. Il primo, tassando e affittando spazi improduttivi al secondo, come già avvenuto nella riforma agraria dell’estate scorsa.
Nonostante il voltafaccia dell’attuale amministrazione Usa, succube degli umori alterni di Trump, l’embargo commerciale è finito e oggi l’isola è meta ambita delle multinazionali europee, con gli americani alle porte. Le grandi firme tedesche dell’abbigliamento sportivo, quali Adidas e Puma, e la sussidiaria statunitense Reebok, hanno negozi a Santiago, in calle José Saco, accanto a Plaza de Marte. Modelli meno costosi, comunque fuori dalla portata della maggior parte dei cubani.
A Calle Obispo all’Avana fanno bella mostra profumi Chanel n° 5e dentifrici Colgate. Negli alberghi di Miramar, le tiendas interne, parte del monopolio statale, espongono scarpe Nike a 127 CUC, e jeans Diesel a 120. Se li godono i turisti e una élite di benestanti che sta emergendo dalla massa dei quasi 700.000 cuentapropistas (lavoratori in proprio), operanti nel settore alimentare, trasporti, costruzioni e arredamento, oltre che nel ramo import. Difatti, vestiario, elettrodomestici e tecnologia cellulare d’avanguardia hanno rivoluzionato il mercato locale dei beni voluttuari. Favoriti da una dogana compiacente che, anche se a caro prezzo, consente l’ingresso a una certa varietà di prodotti esteri.
Molte casas si sono equipaggiate con postazioni Wi-fi, comprando da ETECSA (compagnia statale che controlla Internet) telefono e router (450 + 37 CUC) e pagando 30 CUC mensili per 30 ore di connessione. Vendendo la stessa ora per 2 CUC a più clienti, se il traffico è alto, i guadagni sono notevoli, una volta ammortizzati i costi iniziali.
Allo stato attuale, nonostante le sue aperture, la società post-castrista rimane una delle più sbilanciate del continente americano a livello giustizia sociale. Le “dispari opportunità”, offerte alla cittadinanza dal connubio Stato/liberismo privato, abbinano ancora una volta il lavoratore alla figura manzoniana del vaso di coccio tra i vasi di ferro. Che lavorino per governo o per cuentapropistas, costoro prendono comunque gli stessi soldi. Tale status quo evita conflitti con le maestranze che operano all’interno di strutture statali, mentre gli imprenditori si rifanno di tasse e costi sui salari infimi che infliggono ai dipendenti. Continua su Il Fatto Quotidiano

domenica 17 febbraio 2019

YOLANDA interpretata da Haydeé Milanés e Omara

Un vero gioiello è la versione della famosa canzone di Pablo Milanès "Yolanda", cantata da Haydéè, la figlia di Pablo Milanés insieme all'icona della musica della musica cubana e "Novia del Filin": l'intramontabile Omara Portuondo...CONTINUA

EL GRAN FELLOVE'

Francisco Valdés Fellové, conosiuto come El Gran Fellové è uno dei più originali artisti della musica latina e cubana. Nato il 7 ottobre del 1923 a l'Avana è morto, a 89 anni, nel 2013 a Città del Messico CONTINUA a leggere

Beethoven in Havana

Joachim Horsley, pianista, arrangiatore e compositore, ha scritto musica per film e televisione e lavorato dietro le quinte con molti artisti.
Nel 2015 ha studiato musica a Cuba con l'amico e mentore Aldo Mazza, attraverso il suo workshop KOSA Cuba. La musica rumba cubana, sia nel suo suono che nel modo in cui è stata creata, ha fatto un'impressione duratura e ha ispirato il primo pezzo di questa serie, Beethoven in L'Avana.

BEETHOVEN IN HAVANA

PAQUITO D'RIVERA - album

Paquito D’Rivera, già fondatore degli Irakere e icona a livello planetario del latin jazz, è uno dei più noti musicisti cubani.

ALBUM:





sabato 5 gennaio 2019

UN'ALTRA VIA DI CENSURA AI CUBANI CHE VOGLIONO IL CAMBIAMENTO


Un'analisi interessante sugli attacchi informatici nei confronti dell'opposizione al governo, scritta Rosalia Viñas Lazo, giovane informatica, componente del Consiglio di redazione della rivista Convivencia di Pinar del Rio.
"Con il nuovo accesso a Internet, tramite dati mobili, il numero di cybernauti nella rete è aumentato e, di conseguenza, il numero di reclami che denunciano la dura realtà di cubani, dei difensori dei diritti umani e tutta l' informazione che la stampa ufficiale trova scomoda
Alla vigilia dell'elezione del nuovo progetto di Costituzione del 24 febbraio di quest'anno, una campagna per il SI circola sui social network da parte di alcuni cittadini e dalle agenzie statali. Dall'altro lato, c'è anche una forte campagna per il NO, che sta diventando sempre più visibile e forte, un fatto che genera disgusto per il governo e i sostenitori che promuovono il SI.
La dura realtà ha dimostrato nel corso degli anni come i difensori dei diritti umani, i giornalisti e gli attivisti sono i più vulnerabili in termini di sicurezza. Con l'arrivo di Internet, questo fatto viene intensificato e acuito, visti i nuovi modi di sorveglianza e molestie online.
A Cuba, molti attivisti dei diritti umani, giornalisti o semplici cittadini che condividono informazioni che i media statali non presentano, hanno subito attacchi informatici, hanno hackerato i propri account di posta elettronica e i diversi social network che utilizzano. L'arrivo di Internet ha segnato un prima e un dopo, non c'è dubbio, ma la responsabilità nel suo funzionamento e il suo utilizzo vanno di pari passo. Molti di questi attacchi possono si possono prevenire per evitare il furto di informazioni, dal momento che possono essere utilizzati da persone malvagie per creare disastri in rete. L'attivismo digitale è essenziale a Cuba in questo momento, per questo motivo dobbiamo allenarci e aiutarci in questo compito.
Non c'è dubbio da dove vengono questi attacchi e anche a chi sono diretti. In questi giorni a causa della campagna che sostiene il NO, queste aggressioni sono aumentate. Nella mia prossima rubrica offrirò ai lettori diversi consigli applicabili alla realtà di Cuba per evitare questo tipo di attacco su una scala più ampia".

Progetto Convivencia sempre sotto attenzione

Il Centro de Estudios Convivencia (CEC) di Pinar del Rio è sempre oggetto di attenzione del governo cubano.
Il direttore Dagoberto Valdés Hernandez è stato recentemente sottoposto a un nuovo interrogatorio da parte della "Seguridad del Estado" di Cuba.
Gli agenti della polizia politica hanno chiesto notizie sulla partecipazione di Valdès alla conferenza della Asociación para el Estudio de la Economía Cubana (ASCE) che si è svolta a Miami.
A fine settembre del 2017 l'economista Katrina Karina Gálvez, componente dell'equipe del Centro Ccnvivencia è stata condannata a tre ani di privazione della libertà.
Frequentemente i membri del progetto Convivencia sono controllati dalla Sicurezza cubana e anche minacciati.
Un aspetto della difficoltà del governo cubano di aprirsi al pluralismo delle idee.
Diario de Cuba